14.12.11

Moleskine nera

17.8.2008 km 19.246

ore 5 del mattino

sul terrazzo


Vorrei scrivere che le case sembrano palazzi, piccoli castelli fortificati con vedette rotonde agli angoli e piccoli cannoni (per respingere gli ospiti indesiderati?)
Vorrei,lo faccio ma il mio pensiero non è presente.
Penso al mio nonno, il mio unico nonno che ci ha lasciati soli o, forse, semplicemente si è allontanato da noi.
Mi chiedo come si possa morire in un giorno di festa.
Mi chiedo se mentre se ne andava sapeva che ero allo stesso tempo così lontano e così vicino a lui.
Mi chiedo se sapeva che non ci saremmo più visti quando si è affacciato alla porta di casa per vedermi andare via. Lo ha fatto. Sempre. Fin da quando ero bambino.
Io so che in via Emilia, al suo civico, nel suo paese c'è una porta di formica gialla con dentro stipati tutti i ricordi e le frasi che il mio dolce nonnino mi ha saputo raccontare. Perchè la sua integrità è diventata col tempo la dignità di un carabiniere immigrato dal sud per fare l'operaio in una fonderia e rovinarsi le articolazioni al momento della pensione.

Quante cose da imparare dalla tua esperienza, quante cose da portare dentro, quanto nei tuoi silenzi, quanto in una tua carezza, quanto...
quanto...
... e quanto valeva tutto.
E quanto mi mancherà


[...]



Ho trascritto ciò che ho trovato in una moleskine nera che mi ha accompagnato in un viaggio in moto. Quella notte sono rimasto sveglio a fare ciò che il mio nonno non poteva fare più... ho guardato l'alba dal terrazzo di una casa presa in affitto. Ho pensato che siamo solo puntini in un universo infinito e che in fondo le nostre emozioni non sono nemmeno soppesabili ma a distanza di anni quelle emozioni non mi hanno abbandonato. E nemmeno il ricordo del mio nonno.